Mondiali 2026, Spagna-Argentina: De la Fuente contro Scaloni, otto anni dopo

Otto anni fa, quando De La Fuente era il maestro e Scaloni l'alunno: "Aveva qualcosa di diverso" - La Gazzetta dello Sport

La finale della Coppa del Mondo 2026 vedrà affrontarsi Spagna e Argentina, un incontro che rievoca un passato condiviso tra i rispettivi commissari tecnici, Luis De la Fuente e Lionel Scaloni. Otto anni fa, nel 2018, i due si trovavano al centro tecnico federale spagnolo di Las Rozas, vicino Madrid, dove Scaloni frequentava un corso per ottenere il patentino internazionale da allenatore e De la Fuente era uno dei suoi insegnanti.

Durante quel periodo, durato diversi mesi, si è sviluppata una profonda amicizia tra i due. De la Fuente ha ricordato Scaloni come uno studente con «qualcosa di diverso», caratterizzato da curiosità, domande e una mente privilegiata. Scaloni era attivo nel dibattito e nella discussione, proponendo idee e partecipando attivamente alle lezioni. Sedeva sempre nelle prime file, mostrando un atteggiamento da «primo della classe».

De la Fuente ha anche menzionato come Scaloni gli abbia offerto una visione del calcio differente dalla sua in quel momento, quando era principalmente un formatore e allenatore delle nazionali giovanili. Ha percepito in Scaloni un «allenatore in pectore», con una chiara ispirazione per la professione.

La relazione tra i due non si è limitata all’aula. De la Fuente ha descritto un ambiente in cui, dopo le lezioni, gli studenti rimanevano a giocare a calcio tra loro, dimostrando competitività in campo e umiltà in classe. Ha sottolineato che, nonostante le diverse età, lui e Scaloni hanno avuto un percorso simile, arrivando alle nazionali maggiori dalle giovanili, e le loro vittorie hanno consolidato i rispettivi incarichi.

Quattro anni dopo il periodo di Las Rozas, Scaloni ha guidato l’Argentina alla vittoria del Mondiale. De la Fuente ha espresso grande gioia per il successo del suo ex allievo, affermando di averlo sempre apprezzato e di mantenere con lui un’ottima relazione. Lo ha descritto come una persona che agisce e parla con grande normalità, qualità che li ha avvicinati.

De la Fuente ha evidenziato come i loro valori siano simili, sia nella visione della vita che del calcio, e nel modo di gestire situazioni e persone. Ha affermato che il successo sportivo è effimero, mentre le relazioni umane sono ciò che conta. Si identifica in Scaloni, definendolo una persona serena e con i piedi per terra.

Parlando della gestione di Lionel Messi da parte di Scaloni, De la Fuente ha riconosciuto la difficoltà del compito. Ha suggerito che il fatto di provenire dalle giovanili abbia aiutato Scaloni a essere percepito come uno di loro, non un estraneo. Ha notato come Scaloni sia riuscito a costruire un gruppo unito e devoto alla causa comune, quasi come una famiglia, un concetto che per De la Fuente ha ancora molto valore, insieme al senso patriottico.

Sarà una finale inedita, quella tra Spagna e Argentina, a decretare la squadra vincitrice dell’edizione 2026 della Coppa del Mondo. La partita si disputerà domenica 19 luglio alle 21 ora italiana al MetLife Stadium di New York.

Il legame tra Spagna e Argentina nel calcio

Il calcio ha spesso creato un ponte tra Argentina e Spagna, due nazioni legate da una lingua comune e da una storia di scambi culturali e sportivi. Figure come Alfredo Di Stefano, arrivato al Real Madrid a anni, hanno segnato profondamente il calcio spagnolo, guidando il club a vittorie significative. Di Stefano è ricordato come uno dei più grandi calciatori a non aver mai partecipato a un Mondiale né con la Selección né con le Furie Rosse.

Anche Lionel Messi, simbolo dell’Argentina, ha un forte legame con la Spagna, essendo arrivato a Barcellona a anni. La stessa maglia blaugrana è stata indossata da Diego Armando Maradona, sebbene il suo rapporto con la Spagna sia stato più breve e travagliato. Jorge Valdano, compagno di squadra di Maradona nel Messico 1986, ha invece concluso la sua carriera da calciatore con il Real Madrid e ora scrive di sport.

Non solo calciatori, ma anche allenatori hanno attraversato l’Atlantico, come l’argentino Helenio Herrera, figlio di migranti spagnoli, che ha avuto successo sia in Spagna che in Italia. Questi esempi evidenziano una connessione profonda che va oltre lo sport, toccando aspetti culturali e sociali condivisi tra i due paesi.

La finale del Mondiale si terrà domenica 19 luglio al MetLife Stadium.

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Source: gazzetta.it

Chiara Greco è giornalista di Ultime Notizie Oggi e si occupa di spettacolo, cultura, tecnologia e società, raccontando le storie che descrivono l'Italia di oggi.