Mondiali XL, un successo a stelle e strisce: stadi pieni e la “maledizione Trump”

Gli Stati Uniti hanno gestito i Mondiali XL, i primi con 48 squadre, ricevendo elogi per l’organizzazione. Gli stadi sono stati pieni, non ci sono stati problemi di sicurezza e i tifosi, sia americani che internazionali, hanno mostrato entusiasmo. Il presidente Donald Trump ha ringraziato tutti i partecipanti e le forze dell’ordine, elogiando il presidente della FIFA, Gianni Infantino, per aver portato la Coppa del Mondo a un livello ritenuto eccezionale. Kash Patel, direttore dell’FBI, ha affermato che il torneo è stato il più sicuro della storia, con 5.000 agenti impiegati per garantire lo svolgimento senza problemi.
L’introduzione di uno spettacolo all’intervallo della finale ha “completato l’americanizzazione” del calcio, secondo alcune critiche. Sebbene online sia stato celebrato come il migliore di sempre, i critici lo hanno accolto con freddezza, con il New York Times che lo ha descritto come “molte star e poco senso”. Nonostante ciò, il calcio è più popolare che mai negli Stati Uniti, superando la popolarità registrata l’ultima volta che il paese ha ospitato i Mondiali nel 1994. La nazionale statunitense ha avuto un buon percorso, attirando un pubblico senza precedenti, anche se l’eliminazione ha lasciato un po’ di amarezza. Tuttavia, è stato evidenziato che ci vorrà ancora tempo prima che il calcio raggiunga la popolarità di sport come il baseball e il football americano.
Impatto economico e dibattito sul calcio giovanile
I Mondiali hanno generato un ampio dibattito negli Stati Uniti riguardo alla “crisi” dello sport tra i giovani, in particolare a causa del sistema “pay-to-play” che domina il calcio americano. Questo sistema richiede alle famiglie di pagare per far giocare i figli in squadre dilettantistiche, con costi che possono raggiungere decine di migliaia di dollari per un adolescente in un club d’élite, nella speranza di una carriera professionistica o di una borsa di studio universitaria.
Sebbene non sia ancora possibile calcolare l’impatto economico preciso dei Mondiali, i dati preliminari di Bank of America indicano un aumento del 6,3% nelle spese con carte di credito e debito degli americani a giugno, il più alto degli ultimi quattro anni, attribuito al torneo. Per i mercati di previsione Polymarket e Kalshi, il torneo è stato un successo senza precedenti, con scommesse record e un pubblico in forte crescita. Città ospitanti più piccole come Philadelphia e Kansas City hanno beneficiato maggiormente del torneo, grazie all’afflusso di turisti stranieri che ha stimolato le economie locali e rilanciato l’industria turistica. A New York, bar, fan zone e lo stadio hanno registrato il tutto esaurito per le partite.
Per Los Angeles, i Mondiali sono stati una prova generale per le Olimpiadi del 2028. Ad Atlanta, lo stadio nel centro città, facile da raggiungere e dotato di aria condizionata, ha ricevuto il titolo di miglior stadio degli Stati Uniti.
La “maledizione Trump” e le ambizioni politiche
I Mondiali sono stati un successo personale per Donald Trump, tanto da spingerlo a considerare una nuova candidatura degli Stati Uniti per ospitare il torneo, questa volta senza Canada e Messico, come ha ammesso. In alternativa, Infantino gli ha proposto una candidatura congiunta con la Cina. Nonostante non abbia assistito a tutte le partite, il presidente ha presenziato alla finale e, tramite la “diplomazia del calcio”, ha stretto la mano a tre figure politiche considerate suoi “nemici”: i premier spagnolo e canadese, Pedro Sanchez e Mark Carney, e la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum. Trump ha dichiarato che non ci sono tensioni con la Spagna e ha discusso con Carney degli incendi in Canada che stanno inquinando gli Stati Uniti, suggerendo scherzosamente l’imposizione di dazi per gli incendi.
La finale ha visto la Spagna battere l’Argentina di Messi e conquistare il Mondiale. Tuttavia, sui social media, l’attenzione si è concentrata su Donald Trump. Presente allo stadio e avendo dichiarato il suo tifo per l’Albiceleste alla vigilia, il presidente è stato oggetto di commenti da parte degli utenti, convinti che la sua presenza porti sfortuna alle squadre per cui tifa. Questa teoria, soprannominata “maledizione Trump”, è stata alimentata da una serie di episodi precedenti. Secondo gli utenti del web, ogni squadra per cui il presidente statunitense tifa e a cui assiste dal vivo finisce per perdere. Alla vigilia della finale, Trump aveva espresso simpatia per Lionel Messi e l’Argentina, mentre la Spagna era associata a Pedro Sánchez, con cui Trump ha avuto scontri. Alla fine, la Spagna ha trionfato.
A rafforzare la teoria della “maledizione” ci sono stati diversi episodi. Al Super Bowl, con Trump in tribuna, i Kansas City Chiefs, per cui il presidente aveva dichiarato il suo tifo, persero contro i Philadelphia Eagles. Alla Ryder Cup, seguita dal presidente, la squadra europea ha prevalso. Durante un suo precedente mandato, Trump aveva assistito a una partita delle World Series di baseball in cui i Washington Nationals persero. Più recentemente, il presidente si era presentato al Madison Square Garden per una partita delle finali NBA dei New York Knicks, e i padroni di casa persero l’unica sfida della serie a cui lui aveva assistito. La sua presenza alla finale mondiale era attesa e temuta dai tifosi, e il copione, secondo il “tribunale del web”, si è ripetuto ancora una volta.
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Source: ansa.it