Andrea Pirlo nominato commissario tecnico della Nazionale di calcio

Tre motivi per cui Pirlo è la scelta giusta per la Nazionale - Corriere della Sera

Pirlo alla guida della Nazionale

Andrea Pirlo è stato nominato commissario tecnico della Nazionale di calcio, una decisione che segue il rifiuto di Pep Guardiola e l’esclusione di Roberto Mancini. La scelta di Pirlo ha generato reazioni diverse, con alcuni che esprimono preoccupazione per la sua esperienza come allenatore.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso cautela riguardo alla nomina di Pirlo, definendola un «salto nel buio» e paragonando l’esito a un «topolino» dopo le aspettative generate dalla possibile candidatura di Guardiola. Ha inoltre sottolineato il suo rispetto per Malagò, Leonardo e Maldini, ma ha ammesso la sua preoccupazione come tifoso dell’Italia.

Anche il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, ha commentato la nomina, augurandosi che Pirlo possa ottenere i risultati sperati e che possa incrementare il suo percorso da allenatore. Abodi ha definito la scelta una «scommessa» o una «scelta lungimirante», dichiarandosi il primo sostenitore del CT e della Nazionale.

Un trio con Maldini e Leonardo

La nomina di Pirlo si inserisce in un contesto in cui figure carismatiche come Paolo Maldini e Leonardo Nascimento de Araújo ricoprono ruoli chiave. La personalità più riservata di Pirlo è vista come complementare a quella dei due dirigenti, noti per la loro leadership e la loro capacità di dirigere le scelte.

Maldini e Leonardo, descritti come figure intelligenti, affascinanti e naturalmente vocate alla leadership, intendono mettere in campo le loro doti. Nonostante la loro influenza, l’obiettivo è che Pirlo si concentri esclusivamente sugli aspetti tecnici, lasciando a loro la gestione di altre responsabilità. Questa dinamica è considerata ideale per Pirlo, che, grazie anche alla sua amicizia con entrambi, potrebbe accettare un ruolo meno centrale nell’immagine pubblica.

A differenza di Antonio Conte o Roberto Mancini, che per storia e carattere avrebbero manifestato una naturale inclinazione a comandare, Pirlo è ritenuto adatto a questo assetto. La sua minore predisposizione alla comunicazione, un aspetto che a volte può risultare esasperante, verrebbe gestita dai due leader.

Il potenziale di Pirlo come allenatore

Nonostante la sua carriera da allenatore non abbia finora brillato, con un esonero alla Juventus e esperienze meno fortunate alla Sampdoria, in Turchia e negli Emirati, si ritiene che Pirlo possieda le conoscenze necessarie per organizzare una squadra. Alla Juventus, ad esempio, ha dimostrato una mentalità offensiva e creatività, introducendo un’idea di difesa a quattro che si trasformava in tre in fase di impostazione, successivamente adottata da altri tecnici.

Si ipotizza che, con più tempo per accumulare esperienza, le sue idee avrebbero potuto dare maggiori frutti. In Nazionale, si prevede che Pirlo possa esprimere al meglio il suo potenziale come allenatore. La sua esperienza come uno dei più grandi registi italiani di sempre è considerata una base solida per le sue capacità tecniche.

La scelta di Pirlo è stata anche interpretata come un esempio del «metodo Malagò», il nuovo presidente della Federcalcio. Nonostante Malagò avesse inizialmente desiderato Mancini, ha compreso che quest’ultimo non era più una figura accettabile per la maggior parte dei tifosi e per Maldini e Leonardo, a seguito del suo abbandono della Nazionale per un incarico in Arabia. Questa situazione ha evidenziato una leadership basata sulla condivisione e sulla delega, con la responsabilità dei risultati della scelta condivisa con i dirigenti.

La nomina di Pirlo alla guida della Nazionale è stata ufficializzata dopo il rifiuto di Pep Guardiola.

Source: corriere.it

Alessandro Conti è redattore senior di Ultime Notizie Oggi, dove segue cronaca, politica ed economia. Cura approfondimenti e analisi sui principali fatti italiani e internazionali.