Pogačar vince il Tour de France per la quinta volta; van der Poel trionfa a Parigi

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Tadej Pogačar ha conquistato il Tour de France per la quinta volta, la terza consecutiva, indossando la maglia gialla sul podio finale a Parigi. La corsa, iniziata il 4 luglio a Barcellona, Spagna, ha visto Pogačar dominare fin dalle prime tappe.

L’ultima tappa, conclusasi sugli Champs-Élysées a Parigi, è stata vinta dall’olandese Mathieu van der Poel. La vittoria di Pogačar è stata evidente sin dalle prime fasi della competizione, anche a seguito del ritiro del suo principale rivale. Pogačar, di nazionalità slovena e di 27 anni, è considerato uno dei ciclisti più forti.

La performance di Pogačar all’Alpe d’Huez

Venerdì, Pogačar ha realizzato una rimonta all’Alpe d’Huez, vincendo la tappa e consolidando la sua vittoria nel Tour. La 19ª tappa del Tour de France 2026 è entrata nella storia del ciclismo, con Pogačar che ha superato il record di scalata di Marco Pantani, che resisteva da 31 anni.

Il tempo di scalata di Pogačar sull’Alpe d’Huez è stato di 35 minuti e 27 secondi. Questo tempo è stato di 1 minuto e 13 secondi inferiore rispetto a quello di Pantani nel 1995, che impiegò 36 minuti e 40 secondi. La tappa era lunga 127,9 km con un dislivello di 3.500 metri, e la salita dell’Alpe d’Huez si estende per 13,8 km con una pendenza media dell’8,1%, percorsi a una media di 23,34 km/h.

Pogačar ha attaccato a una certa distanza dall’arrivo, salendo in progressione. Per un breve tratto, ha beneficiato della scia del compagno Adam Yates. Il dato relativo alla Velocità Ascensionale Media (VAM) è stato di 1.902 m/h, un valore simile a quello registrato sul tratto finale del Tourmalet durante la 6ª tappa.

Con una VAM di 1.902 m/h, un tempo di 35 minuti e 27 secondi, un peso corporeo stimato tra i 65-66 kg e una massa mobile di circa 73 kg, la sua potenza è stata stimata tra i 6,8 e i 7 W/kg. Questi numeri posizionano la sua prestazione tra le più estreme nella storia del ciclismo moderno.

Il trionfo di van der Poel a Parigi

La vittoria di Mathieu van der Poel sugli Champs-Élysées è stata descritta come un capolavoro di sofferenza, forza e resistenza. L’olandese ha dimostrato la sua capacità di compiere sforzi estremi, sfruttando al massimo la sua potenza lattacida. L’attacco decisivo è stato lanciato sulla terza salita di Montmartre, in collaborazione con la maglia gialla Tadej Pogačar.

A un chilometro e mezzo dal traguardo, i due procedevano con cambi regolari, mantenendo un vantaggio di 4 secondi sul gruppo dei velocisti. Sotto la flamme rouge dell’ultimo chilometro, van der Poel è passato davanti per l’ultima curva a destra. A 350 metri dal traguardo, l’olandese ha cambiato marcia, distanziando Pogačar.

Dietro, Mads Pedersen guidava il gruppo dei velocisti. A 300 metri dal traguardo, hanno ripreso Pogačar, mentre una caduta si verificava intorno alla ventesima posizione, con Evenepoel che si è salvato. A 250 metri, Pedersen ha lanciato la sua volata. Van der Poel ha continuato a spingere con tutto il suo peso sul manubrio. A 100 metri dal traguardo, il suo compagno Jasper Philipsen è arrivato per contendere la tappa a Pedersen, nel caso in cui il suo capitano non fosse riuscito a resistere. A 50 metri dal traguardo, van der Poel si è alzato sui pedali e ha spinto con determinazione, tagliando il traguardo con un colpo di reni.

Van der Poel ha attribuito la sua forza alla sua potenza lattacida, allenata in particolare con il ciclocross. Questa capacità gli permette di generare energia attraverso il metabolismo anaerobico lattacido, producendo acido lattico in sforzi ad altissima intensità ma di breve durata. Nel ciclocross, che van der Poel domina nella stagione invernale, questa capacità è cruciale per gestire i continui cambi di ritmo e i tratti a piedi, richiedendo un’elevata tolleranza all’accumulo di acido lattico e una rapida rimozione nei brevi momenti di recupero.

Dopo la vittoria, van der Poel si è accasciato contro una transenna, rimanendo senza fiato per diversi minuti. Successivamente, ha avuto la forza di aprirsi la maglietta per respirare. Ha definito questa vittoria come una delle più belle della sua carriera, un successo a lungo sognato e immaginato. Pogačar ha completato il Tour in 73 ore, 56 minuti e 26 secondi, staccando Remco Evenepoel di oltre 6 minuti.

Prima di lui, solo quattro corridori avevano vinto cinque volte il Tour de France: i francesi Jacques Anquetil e Bernard Hinault, il belga Eddy Merckx e lo spagnolo Miguel Induráin. Oltre a questi Tour, Pogačar ha vinto un Giro d’Italia e due volte i Mondiali.

Al primo giorno di riposo, tra la nona e la decima tappa, Pogačar aveva già quasi tre minuti di vantaggio su Vingegaard. Dopo la sesta tappa, Pogačar aveva quasi 3 minuti di vantaggio su Vingegaard e circa 3 minuti e mezzo su Evenepoel.

Nonostante alcuni suoi compagni di squadra si siano ammalati, Pogačar ha continuato a mostrare la sua superiorità. Nella 19ª tappa, ha attaccato e distanziato tutti, superando numerosi corridori in fuga, inclusi scalatori come Richard Carapaz e Lenny Martinez nell’ultimo chilometro.

Source: gazzetta.it

Chiara Greco è giornalista di Ultime Notizie Oggi e si occupa di spettacolo, cultura, tecnologia e società, raccontando le storie che descrivono l'Italia di oggi.