Archiviazione per Rocchi e Inter nell’inchiesta sugli arbitri a Milano

Caso Rocchi, la Procura di Milano archivia l'inchiesta - La Gazzetta dello Sport

Chiusura dell’inchiesta milanese

La Procura di Milano ha richiesto l’archiviazione dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, il suo vice Andrea Gervasoni, e il club Inter. L’indagine, che ha incluso intercettazioni e pedinamenti, non ha rilevato un «sistema strutturato volto a interferire sulle nomine» degli arbitri, nonostante siano stati riscontrati singoli episodi di interferenza.

L’Inter era stata iscritta nel registro degli indagati, ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, per presunti favoritismi nelle scelte dei direttori di gara in determinate partite, ma è stata anch’essa archiviata. La decisione della Procura è stata comunicata in data 14 luglio 2026.

Secondo il comunicato della Procura, l’analisi del materiale probatorio ha permesso di ricostruire la «sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati», ma ha distinto queste condotte dalla frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone azioni fraudolente capaci di incidere sulla regolarità di una singola gara.

Proseguimento delle indagini e reazioni

Nonostante l’archiviazione a Milano per Rocchi e l’Inter, alcuni aspetti dell’inchiesta proseguiranno in altre sedi. Gli atti relativi alle contestazioni riguardanti gli episodi avvenuti nella sala VAR, in particolare le cosiddette «bussate», sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Monza. Questo perché la sede della sala VAR è a Lissone, rendendo Monza territorialmente competente per tali fatti.

A Monza saranno analizzate le condotte dei due «varisti» Nasca e Di Vuolo, accusati di frode sportiva. A Milano, invece, rimarrà la posizione di Daniele Paterna, assistente VAR nella partita Udinese-Parma, accusato di aver fornito false informazioni al pubblico ministero Maurizio Ascione durante un’audizione.

Tutte le carte dell’inchiesta sono state inviate anche alla Procura Federale della Federazione Italiana Gioco Calcio e al C.O.N.I. – Procura Generale dello Sport per valutare eventuali illeciti sportivi. L’avvocato di Gianluca Rocchi, Antonio D’Avirro, ha espresso soddisfazione per l’archiviazione, sottolineando che il suo assistito ha dimostrato di aver sempre agito in autonomia nelle scelte arbitrali.

L’iscrizione della FC Internazionale, avvenuta il giorno precedente all’archiviazione, non ha coinciso con una modifica del capo d’imputazione a carico di Rocchi. Quest’ultimo era stato accusato di aver accettato interferenze per alterare la competizione, in concorso con esponenti della società Inter, agendo per effetto di rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della FIGC, il quale non risulta indagato.

L’intero fascicolo è stato trasmesso anche alla Commissione parlamentare antimafia per valutare ipotesi di cointeressenze con la criminalità organizzata. L’indagine su Rocchi aveva generato clamore, suggerendo un possibile sistema di condizionamenti nelle designazioni arbitrali e nelle decisioni VAR, ma l’ipotesi di un «sistema strutturato» non è stata confermata dai magistrati.

La richiesta di archiviazione sarà ora valutata dal G.I.P., che potrà decidere se accoglierla o respingerla, mantenendo comunque aperto il filone d’indagine relativo alla partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025.

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Source: gazzetta.it

Alessandro Conti è redattore senior di Ultime Notizie Oggi, dove segue cronaca, politica ed economia. Cura approfondimenti e analisi sui principali fatti italiani e internazionali.