La vicepresidente argentina accende la semifinale con l’Inghilterra richiamando la questione Falkland-Malvinas

La semifinale del Mondiale tra Argentina e Inghilterra è stata caricata di ulteriore tensione dalle dichiarazioni della vicepresidente argentina, Victoria Villarruel. Le sue parole hanno riacceso il dibattito sulla rivalità storica tra le due nazioni, in particolare riguardo alla questione delle Isole Falkland/Malvinas.
Villarruel ha espresso un punto di vista differente rispetto a quello del commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni, che aveva invitato a separare il calcio dalla politica. Scaloni aveva definito l’incontro una semplice partita di calcio, chiedendo di non collegarla a eventi passati. La vicepresidente, invece, ha dichiarato su X: “Giochiamo contro i pirati usurpatori. Non sarò politicamente corretta né fredda di cuore: contro gli inglesi è sempre qualcosa di più. Sono le Malvinas, è Diego, è l’ultima di Leo, ed è mettere un freno agli invasori. Forza Argentina! Perché fino al nostro ultimo respiro continueremo a rivendicare ciò che è nostro!”.
La rivalità storica e la guerra delle Falkland/Malvinas
La rivalità tra Argentina e Inghilterra è profondamente radicata nella guerra del 1982 per il controllo delle Isole Falkland, note come Malvinas a Buenos Aires. Questo conflitto, che causò la perdita di circa mille vite, si concluse con l’arcipelago sotto la sovranità britannica. La guerra fu combattuta per il controllo di un piccolo arcipelago nell’Oceano Atlantico meridionale, al largo dell’Argentina.
Il conflitto del 1982 ebbe inizio ad aprile, dopo un periodo di tensioni e provocazioni, principalmente dal regime militare argentino dell’epoca. L’obiettivo era distogliere l’attenzione dalla grave crisi economica e dalle proteste contro la dittatura. Il 19 marzo, cinquanta militari argentini sbarcarono nella Georgia del Sud issando la bandiera argentina. Il 2 aprile, l’esercito argentino invase anche le Isole Falkland/Malvinas, conquistando rapidamente la capitale Stanley.
Le Nazioni Unite e gli Stati Uniti esercitarono pressioni sull’Argentina per il ritiro, ma senza successo. Il 5 aprile, il Regno Unito rispose all’invasione inviando le portaerei HMS Hermes e HMS Invincible con a bordo aerei ed elicotteri da guerra, seguite da decine di navi e migliaia di soldati. La guerra durò 74 giorni, provocando 650 morti tra i militari argentini e 255 tra quelli britannici. Già a fine aprile, il Regno Unito riprese il controllo della Georgia del Sud. L’Argentina si arrese il 14 giugno 1982, e i suoi soldati abbandonarono le isole.
Calcio e politica: un legame indissolubile per alcuni
Nonostante l’appello di Scaloni a mantenere separate le questioni, la vicepresidente Villarruel ha sottolineato come per l’Argentina la partita contro l’Inghilterra trascenda il semplice evento sportivo. La memoria della guerra e la rivendicazione delle Malvinas rimangono un elemento forte nella cultura argentina, manifestandosi in vari aspetti della vita quotidiana, dal calcio alla costituzione.
Un momento emblematico di questa rivalità sportiva è il secondo gol di Diego Maradona nella vittoria per 2-1 contro l’Inghilterra nei quarti di finale del Mondiale del 1986. Maradona dribblò l’intera squadra avversaria prima di segnare. Scaloni ha descritto quel gol come “meraviglioso” e “indimenticabile per chiunque ami il calcio”, aggiungendo che la coincidenza di averlo segnato contro l’Inghilterra non ne diminuiva la bellezza.
Il commissario tecnico argentino aveva precedentemente affermato: “Cosa c’entrano i giocatori di oggi con quello che è successo molti, molti anni fa? È stato un periodo triste, lo ricordiamo certamente, ma sarebbe sbagliato portarlo dentro la partita”. Questa posizione contrasta con il sentimento nazionalista ancora molto presente in Argentina riguardo alle Isole Falkland/Malvinas, a oltre 44 anni dalla fine del conflitto.
La contesa per il controllo delle isole esiste da secoli, con insediamenti francesi, spagnoli, britannici e argentini che si sono succeduti nel tempo. I britannici costruirono l’avamposto di Port Egmont nel 1765 e si stabilirono in modo più permanente. Oggi, le Isole Falkland/Malvinas si governano autonomamente ma sono sotto la sovranità del Regno Unito, da cui dipendono per la politica estera e la difesa. Nel 2013, gli abitanti delle isole hanno tenuto un referendum in cui il 98,8 percento dei partecipanti ha votato per rimanere britannico.
La guerra del 1982 vide scontrarsi due destre: il regime militare argentino, guidato da Leopoldo Galtieri, e la prima ministra britannica conservatrice Margaret Thatcher. Thatcher, che cercava di rilanciare il nazionalismo britannico, affrontò la guerra come una prova di forza, rafforzando il proprio potere con la vittoria. La guerra si concluse con la resa dell’Argentina il 14 giugno 1982.
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Source: ilpost.it